Chi siamo


Alice del Picadero (Gringo del Picadero X Gitana del Picadero)

Alice del Picadero (Gringo del Picadero X Gitana del Picadero)

Mi chiamo Lisa, e  sono titolare dell’allevamento di Dogo Argentino riconosciuto ENCI e FCI con affisso De La Brancada Knl, che insieme a mio marito Alan gestisco con passione a Meda in provincia di Monza e Brianza, a circa 20 km da Milano.

La mia passione per la razza nasce circa nell’anno 2000 quando mio zio decise di prendere un cucciolo di dogo argentino. Non avevo mai visto un cucciolo di questa razza e ne rimasi subito affascinata e fortemente attratta. Da allora rimase sempre nei miei pensieri monopolizzando molti dei miei discorsi finché un giorno, il pensiero divenne realtà e io e mio marito Alan decidemmo di prendere la nostra prima cucciola di dogo.

Non avevo mai pensato di allevare dogo ma le situazioni si sono create di volta in volta. Sono sempre stata affascinata dai pedigree di questa razza e mi rendevo conto che mi veniva facile da subito ricordare nomi e parentele. Tramite amici argentini ci si prospettò l’occasione di prendere una cucciola da Cordoba e cosi fu. In seguito ci venne data la possibilità di prendere un’altra cucciola, questa volta da un allevamento italiano, che consideravamo e consideriamo tuttora il migliore. Il resto potete immaginarlo.

Grazie al club di razza DACI (Dogo Argentino Club Italia) e all’ENCI è da poco stata introdotta la prova di resistenza e il campionato sociale.
La razza dogo argentino non ha purtroppo prove di lavoro ma questo nuovo inserimento lo considero un passo avanti per la razza e un incoraggiamento verso una selezione fisicamente più sana.
Il nostro obiettivo, che dovrebbe accomunare un po’ tutti gli allevatori,  è quello di avere sempre più soggetti in grado di superare questa prova a cui di conseguenza sono connessi anche una serie di test sulla salute e il comportamento, come lastre per la displasia, test audiometrico, deposito del DNA e CAE1 per poter poi infine partecipare al campionato sociale.

Il Dogo argentino oggi

Alan & Lisa e Paolo

Il dogo argentino è una razza relativamente giovane e non c’è ancora molta omogeneità tra i soggetti. Non è raro trovare tipologie di dogo differenti girando gli allevamenti.
La razza dogo argentino nasce dall’unione di più razze e di conseguenza dall’unione di più pregi ma anche difetti.
Ancora oggi il dogo porta con sé difetti quali dermatite, displasia dell’anca e del gomito, otite, rogna demodettica e come molte razze di taglia medio grande è più predisposto alla torsione dello stomaco.

Spesso si vedono tipologie di Dogo molto diverse tra loro. Tali diversità di fenotipo presenti, come dicevo prima, sono dovute sicuramente in primis alla giovane età della razza ma molte volte chi si avvicina al dogo argentino ha la “sua” idea di come dovrebbe essere esteticamente. Si notano spesso soggetti fuori taglia, frutto di selezioni basate solo sull’imponenza della testa e della stazza. Chi si avvicina alla razza molte volte è confuso e pensa che soggetti con misure e pesi in standard siano troppo piccoli o non come li immaginava.
Credo quindi che sia giusto allevare seguendo lo standard di razza senza essere condizionati dal voler soddisfare richieste di persone che sono influenzate da cattive informazioni o stereotipi che differiscono da quello che dovrebbe essere un dogo argentino.

La gestione del Dogo argentino

Il Dogo nasce in un contesto e con compiti ben diversi da quelli di oggi.
Oggi, all’interno di un contesto familiare, non gli devono mai mancare attività fisica e lo stare all’aperto.
Non gli deve mancare una buona e costante socializzazione con le persone e con altri cani, rimanendo pur sempre una razza particolarmente dominante verso i propri simili.
Il dogo nasce per compiere determinati lavori, in un territorio diverso dal nostro e questa cosa, indipendentemente da come uno la pensi, rimane una componente che caratterizza la razza. Pertanto non si può pensare di portare a casa un Dogo semplicemente perché ci è piaciuto esteticamente, e convincersi di poter reprimere qualsiasi tipo di attitudine che questa razza ha innata. Chi non accetta questo è il caso che capisca che esistono tante altre splendide razze che forse si addicono di più al suo stile di vita.

Il proprietario ideale

Non credo ci sia una “tipologia” di persone adatte, persone che “sulla carta” sembravano proprietari perfetti per avere un dogo a volte si sono rivelati un vero disastro. Mi sento però di sconsigliare questa razza a persone poco decise e persone poco attive e a famiglie che pensano di far vivere quasi la maggior parte del tempo il Dogo in appartamento.
Il consiglio più importante, soprattutto se si è deciso di portare a casa un soggetto maschio, è quello di avere una certa fermezza, impartire una giusta disciplina e affetto soprattutto nel primo anno di convivenza col proprio dogo. Non bisogna concedere troppe libertà al dogo perché se ne approfitta subito e se non si sa gestire bene la situazione potremmo trovarci in conflitto col cane e in situazioni di tensione, quindi no a letti, divani e all’essere troppo permissivi.

Prova di resistenza Dogo Argetino

Il dogo argentino è prima di tutto un cane. La domanda giusta non è se questa razza la possono possedere tutti ma se tutti i dogo possono avere un qualsiasi tipo di padrone.
Quindi lo ripeto, sconsiglio questa razza a chi non ha fermezza, a chi vuole assolutamente un cane da “area cani” o un cane da appartamento e da divano, a chi vuole un Dogo solo perché affascinato dall’estetica o a chi cerca un cane che ama compiacere il padrone in ogni richiesta o comando o lavoro.

Lo consiglio invece a coloro che vogliono condividere con il loro dogo le proprie attività all’aperto e sportive. A tutti coloro che vogliono vedere nel loro cane un compagno di allenamento e di passeggiata, oltre che un compagno di vita. A tutti coloro che apprezzano la sfida di instaurare un rapporto cane/padrone che richiederà sforzi costanti, dato che il dogo come già detto non ama “compiacere” il proprietario, ma anche per questo ancora più ricco di soddisfazioni.

Il carattere del Dogo argentino

Il dogo argentino va gestito come qualsiasi altro cane e quindi con dedizione, disciplina, affetto e molta pazienza.
Sono cani testardi, non disposti ad ascoltare o compiacere il padrone in qualsiasi richiesta.
Il primo anno è molto delicato soprattutto nei soggetti di sesso maschile.
A differenza delle femmine, possono risultare per un periodo più lungo “più cuccioloni e sbarbatelli” ma prima o poi cercheranno di scavalcare la gerarchia in famiglia e se non si è fatto un buon lavoro si rischia di entrare in conflitto col cane.

IL MIGLIOR PREGIO E IL PEGGIOR DIFETTO

Il miglior pregio e il peggior difetto è che è un cane polivalente.
Può svolgere più mansioni come la difesa del territorio, la difesa personale, la caccia , è un buon cane da compagnia , è un discreto cane da corsa ma per ogni mansione finora descritta c’è qualche altra razza che fa singolarmente ogni cosa meglio.
Il miglior pregio in assoluto del dogo argentino è che è un cane terribilmente affettuoso quasi da dar fastidio, ama la famiglia e i suoi componenti in maniera smisurata e nonostante molte volte ci faccia perdere la pazienza, questa caratteristica in più casi, ha spinto diverse persone a prendere un secondo dogo argentino.